CORTEO TRANSFEMMINISTA 8 MARZO CONTRO IL DDL BONGIORNO
Non Una Di Meno Bergamo
La violenza non è un’emergenza. È un sistema.
L’8 marzo anche Non Una di Meno Bergamo scende in piazza. Il 9 marzo organizzeremo dei momenti per supportare lo sciopero. Avremmo voluto attraversare la città il 9, ma il contesto è mutato: ci trovate nello spezzone Transfemminsita contro il DDL Buongiorno!
Perché la violenza non aspetta. Perché la nostra rabbia è politica. La violenza maschile non è emergenza: è sistema.
È precarietà, salari bassi, inflazione che ci impoverisce.
È welfare scaricato sulle nostre spalle.
È isolamento economico che ci tiene dentro case dove la violenza si riproduce.
È femminicidio.
È controllo.
È potere.
E poi c’è il DDL Bongiorno: un attacco diretto, feroce, contro chi denuncia. Un tentativo di riscrivere il senso stesso del consenso. Vogliono riportarci indietro, far pesare sulle sopravvissute l’onere di dimostrare di aver resistito “abbastanza”, di aver detto “no” nel modo giusto, al momento giusto, con il tono giusto. Vogliono insinuare il dubbio sistematico sulle nostre parole, sulle nostre memorie, sui nostri corpi.
No. Non ci stiamo.
Senza il sì è stupro.
Il consenso deve essere libero, esplicito, entusiasta, continuo. Non è silenzio. Non è paura. Non è immobilità. Non è dipendenza economica. Non è differenza di potere.
Ogni passo indietro su questo terreno è complicità istituzionale con la cultura dello stupro. Ogni ambiguità è un via libera alla violenza.
Scendiamo in piazza contro questo sistema che ci vuole povere, obbedienti, disponibili.
Contro il patriarcato che si riorganizza e si arma.
L’8 marzo riempiamo le strade.
Perché i nostri corpi non sono territorio di conquista.
Perché i nostri no non sono negoziabili.
Perché non arretriamo di un passo.
Per la libertà, l’autodeterminazione, la vita.